L’Ordine in Oriente

L’Ordine Teutonico in Oriente: sviluppo (1198-1291)

 

Un fatto importantissimo nella storia dell’Ordine fu la nomina a Gran Maestro (il quarto della serie), nel 1210, del discendente di una famiglia della piccola nobiltà della Turingia, Hermann von Salza.

 Hermann von Salza

Hermann von Salza – Principe e Gran Maestro dell’Ordine Teutonico con la tipica corona di Principe del Sacro Romano Impero

 

Il nuovo Gran Maestro godette della fiducia assoluta dei Papi del suo tempo, nonché di quella dell’Imperatore Federico II, di cui fu ascoltato consigliere.

Il rapporto tra l’Imperatore e il Gran Maestro fece sì che con diploma imperiale del 23 gennaio 1214, Von Salza veniva nominato con i suoi successori membro di diritto della corte imperiale, con la facoltà di alloggiarvi con il seguito, privilegio che era esteso anche ai rappresentanti dell’Ordine in missione presso il Sovrano.

Papa Onorio III, poi, nel 1216 ed ancora nel 1221, aveva confermato ed esteso i privilegi dell’Ordine: esenzione totale dalle decime, facoltà di costruire chiese e oratori sui propri possedimenti, e di essere giudicato e eventualmente scomunicato solo dal Papa.

bolla d'oro di RiminiLa Bolla d’oro di Rimini

 

Nel marzo del 1226, inoltre, con la Bolla d’oro di Rimini, l’Imperatore Federico concedeva al Gran Maestro e ai suoi successori il titolo di Principe dell’Impero, con facoltà di creare uno stato vassallo nei territori conquistati. E’ proprio in forza di tale titolo “laico” fondante la sovranità dell’Ordine che, alcuni secoli dopo, un Gran Maestro, passato all’eresia luterana, secolarizzerà i beni ed i territori dell’Ordine, considerandoli proprio patrimonio in quanto da lui governati quale Principe dell’Impero.

particolare del sigillo imperiale bolla d'oro RiminiParticolare del sigillo imperiale della Bolla d’Oro di Rimini

 

Un evidente abuso fondato su di un’errata petizione di principio, in quanto il titolo sovrano non era stato concesso alla persona ma alla carica ed il soggetto che la ricopriva era legittimato a fregiarsene solo “durante munere”: un titolo, quindi legato indissolubilmente all’ufficio di Gran Maestro di un Ordine cattolico. A questo titolo, peraltro, non ha mai formalmente rinunciato nessun Gran Maestro cattolico e su di esso, in quanto di origine e legittimazione imperiale, non possono avere influito le successive riforme canoniche dell’Ordine, in quanto è un dato universalmente riconosciuto dai giuristi che i provvedimenti della Santa Sede non possono interferire con gli atti di sovranità e nobilitazione del cessato Sacro Romano Impero.

Da questo momento, quindi, l’Ordine comincia ad assumere le caratteristiche e le prerogative della sovranità, sia pure vassalla dell’Impero, prerogative alle quali non ha mai formalmente rinunciato e che la stessa Santa Sede non ha mancato di rimarcare e rivendicare in modo esplicito sino alla fine dell’ottocento, contestando la legittimità dell’impero prussiano erede laico e protestante, per l’appunto, dei territori dell’Ordine.