La Riforma Protestante

L’Ordine teutonico nella bufera della Riforma Protestante

 

Alberto si rivolse all’Imperatore Carlo V, per riceverne appoggio, ma questi gli consigliò di cedere e prestare omaggio al Re Sigismondo di Polonia. Alberto rifiutò ancora e giudicò la risposta imperiale come un tradimento. 

Alberto di Brandemburgo Principe e Gran Maestro dell’Ordine Teutonico e poi 1° Duca di Prussia

 Alberto di Brandemburgo, Principe e Gran Maestro dell’Ordine Teutonico e poi 1° Duca di Prussia

 

 

Il 28 marzo 1523 inviò una lettera ai membri dell’Ordine, con cui li invitava ad infrangere i voti e prender moglie. Il 25 dicembre dello stesso anno il vescovo di Sambia, Polentz, prese ufficialmente posizione a favore della Riforma nella Thumkirche di Königsberg.

In pochi mesi l’intera Prussia fu conquistata dall’eresia luterana.

Il Gran Maestro Alberto di Brandeburgo, dopo avere apostatato ufficialmente la fede cattolica, con il Trattato di Cracovia dell’8 aprile 1525 si dichiarò vassallo del Re di Polonia (condizione che fino a quel momento aveva sempre avversato e contro la quale si era battuto) e ricevette per sé e i suoi discendenti, sia diretti che collaterali, come feudo ereditario indivisibile, il Ducato di Prussia: l’assurdità di tali eventi sta nel fatto che un monarca cattolico, quello polacco, dava così un colpo quasi mortale ad un Ordine cattolico e determinava la nascita di uno stato protestante.

Il tradimento di Alberto di Prussia fu condannato sia dall’imperatore Carlo V che dal papa Clemente VII.

giugno del 1526, condannò pubblicamente l’apostasia del Gran Maestro e la secolarizzazione dei beni dell’Ordine in Prussia. In attesa dell’elezione del nuovo Magister, assunse ad interim la responsabilità dell’Ordine.

Il 16 dicembre 1526 si riunì a Mariental in Franconia il Capitolo generale che elesse Walter von Cronberg nuovo Gran Maestro.

Il Capitolo inoltre stabilì che da quel momento la carica di Gran Maestro fosse indivisibile da quella di Maestro di Germania, il che fu ratificato da Carlo V il 18 gennaio 1527.