Il trattato di Christburg

Il Trattato di Christburg (1249)

 

L’anno successivo, il 7 febbraio 1249, fu stipulato il trattato di Christburg, che riguardava la condizione delle popolazioni sottomesse, a patto che si fossero convertite.     

L’Ordine riconosceva ai sudditi prussiani la libertà personale, il diritto di acquistare, vendere e lasciare in eredità agli eredi diretti le proprietà; il diritto di stare in giudizio, di contrarre matrimonio, di entrare a far parte del clero e dell’Ordine Teutonico, a patto d’essere d’antica nobiltà.

Dovevano rinunciare tassativamente alle usanze pagane, e cioè: poligamia, cremazione dei morti, sacrifici umani, culto degli idoli, e osservare la disciplina ecclesiastica in materia di festività e di battesimo. Dovevano pagare le decime all’Ordine, e prestare determinati servizi di natura militare.    

L’Ordine aveva ormai consolidato, così, la propria natura di soggetto sovrano e le proprie caratteristiche para-statuali, precorrendo, in termini assai più complessi e strutturati, quello che sarebbe stato, poi, il prototipo seguito dal gemello Ordine di Malta.