Epoca contemporanea

L’Ordine in età contemporanea (secc. XIX e XX)

 

Durante l’epoca napoleonica, l’Ordine, che nel 1809 disponeva di solo 61 cavalieri, fu sul punto di scomparire e s’indebolì notevolmente, perdendo molta parte dei suoi beni in Germania.

La pace di Presburgo del 1805, infatti, conteneva all’articolo XII una disposizione che prevedeva la secolarizzazione dei Teutonici a vantaggio di un membro di Casa d’Austria. Grazie, però, all’insistenza del Gran Maestro, Arciduca Antonio Vittorio d’Asburgo, l’Imperatore Francesco II però invalidò i capitolati di Presburgo e, in data 8 marzo 1834, restaurò l’Ordine come istituzione autonoma religioso-militare e feudo diretto dell’Impero, confermandone, così, la natura di ente sovrano secondo le leggi medievali del Sacro Romano Impero.

Nel 1839, il nuovo Gran Maestro, l’Arciduca Massimiliano d’Austria-Este, fece approvare le nuove regole, che non modificavano la natura religiosa dell’Ordine. Alla sua morte, nel 1863, l’Ordine contava una trentina di cavalieri, mentre erano soltanto sei quando, nel 1835, era stato insediato alla guida dei Teutonici.

L’Arciduca Massimiliano d’Austria-Este

 L’Arciduca Massimiliano d’Austria-Este, Principe e Gran Maestro dell’Ordine Teutonico

 

Nei decenni successivi e fino alla caduta degli Asburgo (1918) l’Ordine Teutonico accentuò sempre più l’impegno caritativo a sollievo dei malati e sofferenti, restaurando anche il ramo femminile (che, invece, non è presente nel baliato protestante).    

Nel 1923 l’Arciduca Eugenio si dimise dalla carica di Gran Maestro ed a quella carica fu eletto il Vescovo Norbert Klein (membro del clero dell’Ordine Teutonico), nel tentativo di salvare quell’istituzione dal crollo della monarchia asburgica.    

Arciduca Eugenio d’AsburgoArciduca Eugenio d’Asburgo, Principe e Gran Maestro dell’Ordine Teutonico 

 

Tuttavia, il sospetto che l’istituzione fosse legata alla causa monarchica asburgica non venne meno ed i teutonici subirono nel 1938, nonostante l’avvenuta trasformazione in ordine religioso non più militare, la persecuzione dei nazisti, notoriamente avversi alla Casa d’Austria, i quali soppressero l’Ordine nei territori austriaci e in Boemia-Moravia (1939).

Superata anche questa bufera, nel secondo dopoguerra, i Fratelli dell’Ospedale di Santa Maria di Gerusalemme risorsero, avendo però completamente abbandonato la vocazione militare e rafforzato quella di vero e proprio Ordine religioso formato da chierici, al cui vertice è posto oggi un Gran Maestro con il rango di abate mitrato.

In quest’ultima versione, l’Ordine è giunto fino a nostri giorni, sotto il governo dell’attuale Gran Maestro Bruno Platter, diviso in baliati e commende – per i familiari – presenti in 5 Stati (Belgio, Germania, Repubblica Ceca, Austria ed Italia) ed in province – per i fratelli e le sorelle con professione di voti solenni – presenti in 6 Stati (Germania, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Austria, Slovenia ed Italia) nell’attesa, forse, di una nuova resurrezione, qualora lo spirito di crociata, che determinò la sua nascita, torni di nuovo a soffiare sulle scristianizzate terre europee, stavolta non con la forza della spada ma con quella della fede, della testimonianza, della carità e del sacrificio personale. 

Arma dell’attuale Gran Maestro Abate Mitrato Bruno Platter Arma dell’attuale Gran Maestro Abate Mitrato Bruno Platter

 

E se l’araldica ha un significato non può farsi a meno di osservare come le insegne dell’attuale  Gran Maestro, abate mitrato della Chiesa Cattolica, pur coronate dalla mitra sono, però, accollate ad un pastorale incrociato con una spada, il primo simbolo del potere spirituale e, quest’ultima, non solo di un retaggio storico ma di una perdurante caratterizzazione equestre, oltre che religiosa, dell’Ordine e del potere temporale di quest’ultimo: si ricorderà, infatti, come i prelati-principi nel Medio Evo, anche nell’esercizio delle loro funzioni ecclesiastiche, usassero portare la spada, proprio come simbolo del coesistente potere temporale a loro affidato.